In una notte limpida e senza Luna, viene spontaneo a chiunque abbia un mino di fantasia provare a raggruppare gli astri per immaginarie. Una pulsione costruire figure comune anche agli antichi. I nostri lontani predecessori non avevano certo una corretta consapevolezza della natura delle stelle. Potevano soltanto osservare quelle luci misteriose brillare e percorrere il proprio cammino notturno intorno al Polo nord celeste. Proiettavano sul firmamento le immagini delle proprie divinità, dei propri miti, frutto della realtà nelle quali vivevano. Ogni popolo ha così elaborato un cielo differente, che ha riempito di animali, mostri chimere e dei.
Lo schema attuale delle costellazioni, trova la propria origine nel grande catalogo che Tolomeo scrisse nel 137 d.C. l'Almagesto, un'opera che raccoglie un migliaio di stelle, suddivise in 48 raggruppamenti.
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