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Ormai da diversi anni si assiste al proliferare di sempre nuovi studi
e ricerche su tutta una serie di aspetti del passato non sempre
considerati a sufficienza, più o meno intenzionalmente, dalla
archeologia tradizionale. In tutto il mondo sono stati ritrovati
reperti e documenti che, se analizzati con rigore scientifico,
potrebbero implicare una necessaria revisione di tutte le acquisizioni
in campo storico archeologico concernenti il genere umano.
Esistono imponenti strutture architettoniche come ad esempio le
piramidi e i templi d'Egitto, i megaliti di Stonehenge in Inghilterra,
le statue dell'Isola di Pasqua, i resti della città di Tiahuanaco in
Bolivia, per le quali le teorie tradizionali non riescono a fornire una
ragionevole spiegazione. Ecco allora che sempre nuovi studiosi,
ribellandosi ai dogmi della dottrina archeologica tradizionale, hanno
intrapreso ricerche in questo settore che alcuni hanno definito come
Archeologia dei Misteri…
I metodi d'indagine sono stati i più svariati. Taluni hanno
utilizzato mezzi piuttosto discutibili come il trance ipnotico o la
chiaroveggenza, altri invece hanno seguito metodi più scientifici non
escludendo a priori l'uso di alcun strumento che le varie discipline
dello scibile umano potevano fornire. I nuovi libri hanno riempito i
mercati e taluni di questi sono diventati dei veri e propri best
sellers.
Volendo individuare degli elementi di base comuni a queste nuove
teorie, si può dire che uno dei principali risulta essere il seguente:
la nostra attuale civiltà globale non è stata la prima sulla Terra, ne
è esistita almeno un'altra se non pari senz'altro superiore
tecnologicamente. Questa premessa scaturisce dal fatto che per la
realizzazione di determinate costruzioni e altri reperti del passato
erano necessari mezzi evoluti, forse anche più di quelli di cui la
nostra civiltà attuale dispone, e senz'altro non erano sufficienti
tutta la buona volontà e il fervore di uomini appena usciti dall'età
della pietra. Per spostare blocchi del peso di 200 tonnellate porli
magistralmente in opera servono tecnologie avanzate e non solo belle
parole! Molti autori citano costantemente nelle loro opere i miti di
Atlantide e Lemuria, le antiche civiltà tragicamente scomparse a
seguito di immani catastrofi naturali.
Altro elemento: i miti, che sono stati quasi sempre considerati come
un puro parto della fantasia umana, debbono invece essere considerati
ed interpretati attentamente in quanto potenziali resoconti di eventi
realmente accaduti in epoche remote. Questa premessa del resto è stata
più volte verificata in passato in occasione di sensazionali scoperte
archeologiche; si pensi alla mitica città di Ilio ritrovata grazie a H.
Schliemann nella Turchia occidentale, luogo esatto dove Omero
nell'Iliade l'aveva situata. Oppure si pensi alle antiche città indiane
di Harappa e Mohenjo Daro trovate proprio là, nella valle dell'Indo,
dove le antiche scritture sanscrite conosciute come Rig-Veda dicevano
che erano. Certo il linguaggio dei miti non è sempre "in chiaro",
talvolta deve essere "decriptato", ed è frutto di patrimoni culturali e
modi di sentire profondamente diversi dal nostro. Tuttavia lo studio
dei miti e della loro somiglianza in tutto il mondo può essere una
chiave per poter giungere alla spiegazione di tanti antichi "misteri".
Si pensi soltanto al mito del Diluvio Universale presente tra tutti i
popoli della Terra.
E' stato verificato da tempo che molte antiche costruzioni risultano
orientate astronomicamente. Questo elemento non dimostra solamente che
popoli dell'antichità, come gli Egizi ad esempio, avevano un sistema di
conoscenze astronomiche estremamente evoluto, ma fornisce anche lo
spunto per poter utilizzare nell'indagine strumenti forniti da quella
disciplina denominata Archeoastronomia. Così, una volta accertata
dall'esame della documentazione storico-mitologica la volontà degli
antichi costruttori di allineare le proprie opere a ben precisi
riferimenti astronomici, si può anche risalire ad una datazione precisa
della realizzazione stessa. Ovviamente ciò implica un uso esteso di
strumenti quali il computer con un software astronomico che consenta di
ricostruire una simulazione dei cieli nelle varie epoche. Trovato il
cielo che si accorda con l' allineamento della costruzione progettato
dagli antichi, si dovrà solo leggere la data relativa.
Spesso dimenticati da lungo tempo giacciono nelle biblioteche di
tutto il mondo numerosi libri contenenti resoconti e studi che possono
fornire informazioni utili all'indagine. Gran parte degli autori hanno
letteralmente setacciato le biblioteche e non solo quelle alla ricerca
di scritti che potessero gettare luce sui misteri oggetto dello studio.
Questo ha fatto sì non solo che le bibliografie allegate alle opere
siano quasi sempre cospicue, ma spesso è stato constatato che la
formulazione di determinati concetti era già avvenuta in epoche
storiche passate.
E’ estremamente necessario mantenere la massima apertura mentale ed
evitare di escludere a priori alcune ipotesi che possono risultare
fondate in seguito ad un'indagine più approfondita. Spesso la dottrina
tradizionale è restia ad accettare nuove teorie che mal si inseriscono
nel sistema di conoscenze acquisite, specie se queste nuove comportano
una revisione totale dei concetti consolidati. Così anche le prove
archeologiche poste a sostegno vengono spesso accantonate, non
considerate e talvolta derise. Ora se è buona cosa che ogni nuova
teoria debba essere rigorosamente vagliata e verificata prima di poter
essere inserita nel corpo dottrinale delle conoscenze, è anche
necessario che ciò sia fatto senza pregiudizi e pudori di casta.
E' stato riscontrato che quasi tutti i miti dei popoli raccontano
come le conoscenze fondamentali alla base della civiltà (l'agricoltura,
l'allevamento, la metallurgia, l'arte, l'astronomia, il diritto, ecc.)
siano state donate dagli dei provenienti dal cielo. Molti autori hanno
ipotizzato la visita sin da tempi remoti sulla Terra di esseri evoluti
provenienti da altri pianeti che agli occhi dei primitivi terrestri
apparivano come dei. L'ipotesi ovviamente, data la portata, deve essere
ancora verificata rigorosamente, tuttavia non si può certo escluderla a
priori. In fondo anche la nostra civiltà ha cominciato l'esplorazione
dell'universo e ci sono per il futuro progetti di colonizzazione dei
corpi celesti più vicini. Non si può escludere che nell'universo anche
vicino a noi ci siano, o ci siano stati in passato, esseri intelligenti
capaci di fondare civiltà più progredite della nostra, in grado di
superare le grandi distanze cosmiche e colonizzare il nostro pianeta.
Questi concetti hanno dato il via ad un filone di ricerca chiamato
Archeologia Spaziale che ha affascinato e continua ad attrarre numerosi
lettori e che pone in primo piano l'ipotesi extraterrestre come
spiegazione dell'origine della civiltà sulla Terra.
Altri autori propendono più per una evoluzione, in epoche
remotissime, di civiltà autoctone sulla Terra poi tragicamente
scomparse a seguito di immani cataclismi. I superstiti di tali civiltà
potrebbero aver portato le loro conoscenze ad altre popolazioni
primitive sopravvissute agli occhi delle quali apparivano come dei.
Anche questa ipotesi non può essere scartata a priori. In fondo quando
i Conquistadores spagnoli giunsero presso le popolazioni precolombiane
furono da queste considerati come dei. Del resto la cosa può facilmente
verificarsi ancor oggi. Si pensi ad un elicottero che atterri in un
villaggio sperduto dell'Amazzonia tra indigeni primitivi che non hanno
mai visto niente di simile: i loro miti parlerebbero certamente per
lungo tempo di un uccello di pietra tonante che ha partorito dal suo
ventre una divinità chiamata "Passeggero" capace di sorprendenti
prodigi come scacciare gli spiriti cattivi dai malati dando loro una
piccola cosa detta "aspirina con acqua", generare un fuoco con uno
strano oggetto detto "accendino", lanciare fulmini mortali con una
canna tonante detta "fucile", e infine rientrare nel ventre dell'
uccello di pietra per tornare in cielo nella dimora degli dei.
Probabilmente avrebbe anche il suo totem nel villaggio e gli sciamani
conserverebbero come sacri i preziosi oggetti regalati dal dio
"Passeggero dalla canna tonante".
Gli elementi qui esposti sono solo alcuni dei più frequenti emersi
nella letteratura del genere. Molte altre particolarità ed ipotesi
avvincenti possono essere scoperte leggendo la vasta bibliografia
esistente in materia di cui si riporta in calce solo un piccolo
campione.
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Il mistero di Stonehenge
La civiltà Maya
I segreti di Ghiza
Il libro di Thoth
Le piramidi

Nazca
Scoperti cunicoli nella piramide di Cheope
Le barche degli dei

La fattoria

Scoperta nuova civilt
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